Bismazzerone
Dato una previsione meteo pessima sia come previsione di tempo sia per quanto ci hanno azzeccato..il veterano guerrone propone una due giorni a Bismantova dove per due giorni il sole splederà (per le previsioni meteo!!!!) Dai probabili 8 partecipanti solo in due verrano caricati sulla WarCar. Conosciuta qualche vicina misteriosa (wikipedia riporta "esperienza che si può ottenere al termine di un procedimento di progressivo distacco sia dalla conoscenza sensibile sia da quella razionale!!") e il discorso alle 8 del mattino ti dice che forse era meglio se restavi a casa!! Partiti...tre ore eticissime di macchina con spennata all'autogrill, war stremato dai miei discorsi alternati a musica leggera guerristica siamo sotto l'arenaria più insensata dell'Emilia romagna. Organizzazione al parcheggio e si parte per un paio di viette veramente belle alternate con birre e gnocco fritto------->Pessima Scelta!! A posto con le nostre coscienze climberistiche ci aspetta una bella bevuta alla foresteria veramente etica. RinQuorati dalla gazzetta emiliana che prometteva bel tempo tutto il weekend ci tranquilliziamo del fatto che nessuno dei due ha portato la tenda!!Tranquillità durata fino alle 6 del mattino quando la ricerca del massoboulder bello spiombante tra una zecca tolta e l'altra ci ha permesso di dormire come sassi anche sotto il diluvio!! Con il consiglio di alcuni local di scegliere o il muzzerone o il nuovo settore gare coperto da uno strapiombo di OTTANTAmETRI!!(ffffAAAAArrraaaAAAOOOOneeEEE!!!!) puntiamo belli san(Im)bucati verso la liguria che ci accoglie con un sole veramente eccessivo...
Qui messo a dura prova il War con la fobia di BubuBolessss (WarSubSubito!!!!). Attaccata una via a caso visto la nostra disorganizzazione sulle guide, la conclusione che ogni volta ci meritiamo è arrivata....B&R....a suon di bastonate di placche articolate sole a picco e diedri un pò troppo inclinati dal lato sbagliato!! Niente foto..il guerra mi ha passato una bella bustarella per censurare le foto!!
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Gran Zebrù - Gita in val Cedec (stagione conclusa?)
Raduno scialpinistco al Suretta boicottato perchè Maxi non aveva intenzione di andare per la quarta scialpinistica consecutiva in quella cazzo di valle: molto meglio fare 300 km per bivaccare all’addiaccio rischiando di essere assaliti dalla temibilissima lince del Cedec. Per fortuna anche Moretz, nonostante le dichiarazioni di “stagione conclusa” è fra noi e con l’abilità che lo contraddistingue allestisce un fuoco degno di domare anche le fiere più temibili (tra cui si annovera un olandese volante in spedizione solitaria intento a contemplare le bellezze della natura che viene ricacciato in macchina a suon di Granatieri Britannici a tutto volume dopo un tentativo fallimentare di pisciata in stile mutandaro). A scanso di equivoci la spedizione di sbandati tirata assieme alla bene e meglio dal suddetto ExRastaMan ha il suo momento di massimo splendore nelle ore che seguono l’arrivo ai Forni: tenda montata, Acqua a bollire, Sacro fuoco scoppiettante e Olandesi intimoriti in meno di mezz’ora. Ciò che segue non è altro che il contrappasso per una siffatta eccezione ai nostri costumi da quadrumani disorganizzati: sveglia alle 3:30 e partenza alle 5 passate. La proposta del sempiterno Gandolfi di tornare verso il Suretta, che siamo ancora a tempo, viene presa in considerazione dai ferventi gruppi di marmotte che scattano in direzione ovest al nostro passaggio. Gli unici idiomi che reputano ancora accettabile un tentativo di Zebrotto in salmì sono Bona e Berna: c’è addirittura chi sostiene ci siano riusciti! Abbandonati i compagni nella bufera, i tre optano saggiamente per un aperitivo al Mojito: forse l’unica scelta sensata del fine settimana (quella di abbandonare carcasse, non quella della birretta). Bona Fette di salame vol.2
...e non solo. Annamaria/Pala del Cammello - Ostile al Pino
Uscita Pre-dolomitica per gli Asen nel lecchese (poichè probabilmente non ci arriveremo mai al periodo in cui si va in Dolomiti...) In campo scendono il noto attore teatrale Cenda (che la sera stessa avrà modo di sfoggiare il suo talento recitativo) ed il suo manager War. Arrivare all'attacco della Pala del Cammello (che sta poco a sinistra del Tony Bolis) può essere semplice cosa per i climbers... gli Asini invece propendono per un taglio netto nel bosco per evitare il lungo sentiero: la selva oscura di Dante non sarà nulla in confronto. Nell'avvicinamento infatti i nostri riescono ad incontrare:
Giunti finalmente a destinazione, si può cominciare a pericolare su per questa bella linea (aperta ad inizio anni '70 da due grandi "Masters of Stone": Aldino Anghileri e Sergio Panzeri). Non diciamo altro, perchè penso che le foto possano bastare... Al limite possiamo aggiungere che, se non vi dispiace la roccia un po' malferma, i ciodi non nuovissimi (che vanno anche tirati), e l'aria che vi corre sotto le suole delle scarpette mentre voi trattenete a stento gli sfinteri, allora andate a farla... abbastanza sconsigliata per gli amanti della 626 in montagna... anche se un paio di cordoni biodegradati li abbiamo sostituiti. Dopo questo giretto, ispirati da pepati articoli, vogliamo citare il grande Steve House che ha scritto sulla ruota di scorta della sua Jeep: "Bonatti is God"; ci aggiungeremmo volentieri: "but Aldino is the Devil !!!" Cima della Bondasca
Ritrovo estremo al parco con una vasta gamma (aka ragni aka par condicio) di vette disponibili! Lo squadrone sci-snow alpinistico ,decimato da infortuni e qualche 'ntoni è composto da moretz e Bona,quest'ultimo in condizioni fisiche straripanti...notizia ufficiale di queste ore: L'asso di Bonacina è stato convocato per la spedizione Italiana del CAI per onorare i centocinquantanni della repubblica...Destinazione la regione vulcanica di Tharsis con obbiettivi minimi il Monte olympus 24 mila metri. Ma torniamo sulla terra.. Imboccata la statale per Chiavenna si opta per la Cima della Bondasca,le note rilevanti del viaggio sono: Gaiardo (aka vip sci alp) che ci sorpassa a velocità proibitive, probabilmente anche lui è riuscito ad avere qualche immunità, infatti per lui gli autovelox non esistono. Il giro di vite estremo a Bondo con vicoli che avrebbero fatto paura a Dimitri Sautin (accoltellato nei vicoli di Moska,è ancora lui l'anticina) si riesce ad arrivare alla temutissima stanga ed è proprio questo il primo colpaccio di giornata:i prezzi per alzare la stanga sono 12 franchi o 9 euro..inseriamo 8 euro, le ultime due monete sono da 50 cent, ma non vengono accettate manco fossero appena sbarcate a Lampedusa... Così schiacciamo un tasto dal nome impronunciabile e cadono 12 franchi, così che riusciamo a pagare la stanga. Con questo enigma, trasformato in dogma, iniziamo la salita. La prima ora con sci in spalla per aggredire poi la prima lingua di neve con ambiente davvero al cardiopalma! Mentre si sale la testa è girata verso Cengalo e Badile con mal di collo estremo manco fossimo doganieri, che con continui cenni di capo fanno circolare macchine. A metà salita circa ci avvistiamo reciprocamente con tre svizzeri, vista le scarse presenze di sci alpinisti ci sentiamo in obbligo di comunicare con un inglese da everest dove prevalgono i cenni manuali... Arriviamo cosi in cima dopo 7 ore di salita con un dislivello ancora poco chiaro forse 2000 forse poco più. Sta di fatto che la discesa come sempre viene mangiata in 40 minuti su neve nuova in alto, in basso su ottimo firn! Il rientro seguita l'ultima lingua di neve sciabile è afrodisiaco, con piante cavalcate e sprofondamenti in sterpaglie al bacino, e dopo dieci ore effettive si rientra al parcheggio con andatura caracollante alla bernard khol lo spazzacamino Austriaco...anche se i camini li puliva meglio double H! nota bene: Ci è giunta voce che allo spluga 2 skitrabbisti sono stati arrestati, colpevoli di aver fatto un pò troppe curve. Vento da Nord - Piz Palù S.R.L.
Venerdì sera, ore 22:25, sede UOEI: Cassin in Medale - Mai nessuno così lento
Sulle orme di un noto bruciato del lecchese (tale Cassin che negli anni trenta si faceva pareti come quella che stiamo per fare grazie all'ausilio di chiodi fatti da lui stesso e con corde di canapa)io e il Bona ci siamo jettati sul paretozzo che domina Laorca. Avendo dimestichezza con altro tipo di canapa già il mattino al parcheggio di via quarto i primi sguardi alla parete per capire dove passasse questa Cassin hanno un che di ebete..Negli occhi acquosi a mò di sanberdardo depresso ancora i bagordi del baccanale della sera prima..anche il furgone di Waka's è perplesso. Un Bona arrivato in moto già a petto nudo attacca la le prime lunghezze facendosi un baffo della chiodatura non proprio da falesia e dell'ambiente severo con superamento di roveti vari. Al quinto tiro non pochi problemi sono dati dall'incursione aerea di un insettone (probabilmente un pro del base jumping con tuta alare red bull ) che precipita a bomba dalla sommità del corno e mi arriva in faccia rompendomi uno zigomo. La salita prosegue su prese imburrate, tacche unte di sugo di cassòla, monoditi alla vaselina tanto da rendere il passo chiave un problema anche per un berciante Bona. Arrivo in vetta alle 15.00 circa visibilmente invecchiati con funghi e licheni che crescono sulle barbe un po' per lo sbattone un po' per il tempo veramente spropositato che ci abbiamo messo. Colpo di grazia al ritorno con Vespa che non ne vuole sapere di partire e conseguente discesa in folle con gomme lisce e freni da galera su pendenze da nevaio ma ritorniamo comunque interi ai nostri affetti. Piz Scalen
Scelta della destinazione sempre più allo sbando..classico ritrovo al venerdì sera con mille proposte e nessuna convinzione.. La scelta a sto giro cade sul Pizzo Scalino. Un ritrovo di skitrabbisti ci accoglie e noi lo accogliamo con un HeratsOnFire a volume esagerato anche per il RollingStone al sabato sera.. Si parte tutti belli carichi tra le risate come se avessimo dimenticato quello che ci attende!! Da qui inizia uno straziante avvicinamento alla croce con mille soste e un discorso degenerante di gando (chissà a quale sfondo..) con una tipa veramente a perdere!! Per la discesa ognuno sceglie la sua linea... chi per sezioni Chamonix, chi per traversi che portano alla neve fresca fasulla e chi con metodi innovativi senza frattazzi...o meglio alternati... Il pendio dopo è pò una sfida agli skitrabbisti del tipo: "ma cosa fai tutte quelle curve..vieni giu dritto no!?!?" Trascinati straziati al rifugio ci fermiamo per prendere ancora un pò di sole...non siamo ancora completamente soddisfatti delle nostre bruciature!! Rientro piacevolissimo su neve marcia. La nostra preferita... e di altri faraoni che arrivano al parcheggio da boschetti, gappando sull'asfalto!! OH..VA CHE I FARAONI PELLANO IL MARTEDì SERA EH!! Pizzo Mellasc dalla Val Vedrano
19-03.......so far away from me 21-03!! Aperitivo: Secondo, contorno: Dolce, caffè: Secondo voi come sarà l'AMMAZZAcaffè??? Asenpark's Restaurant menù a perdere. Quindi... bollettino ARPAV segnala 4 in zona CANAZEI.....ripiegamento truppe. MAMMA ESCO, VADO A CERCARE LA POWDER! (video) Diffidato MAX il falso profeta (aka rasta che non brasca) si salva in corner con la scusa del lavoro del sabato.....ma dai è la più vecchia e banale.....di lì a poco avrà incontri ravvicinati del III° tipo con PABLITO ESCOBAR M.aiD.S. S.r.l. Risaliamo per la ormai consueta e nota SS36, svolta a Colico e dritti per 12km. Arrivati a Morbegno svolta a dx risaliamo la val Gerola, il "local della fortuna" imbrocca pure la direzione giusta e in poco perveniamo in località Castello. Si sfornano indicazioni con tale sicurezza...Pelleriamo e via a perdere!!! fase n°1 - Neve marcia nel bosco WOWO il nostro pane quotidiano una manna dal cielo... Ok se non ci siete arrivati la fase 7° era la valanga con travolgimento di superstite, quella tanto a lungo cercata in questi 91gg! Minas Tirith - Penduliva: marcata in rosso
Gita sociale saltata per colpa del bollettino nivo-metereologico di Arabba... numero estratto 4... In realtà volevamo arrivare tutti al vicinissimo traguardo del 21 marzo indenni... Special guest Mick si presenta al mattino con una collezione di guide alpinistiche, che avrebbero fatto invidia alla biblioteca del Cai Centrale. La scelta è difficile, ma alla fine sembra si voglia prendere come destinazione una bella parete in zona mare, tipo Finale o Muzzerone... ma il fato è in agguato... Al Mick partono tutti assieme i neuroni nella testa, che si mettono tutti a saltare come dei Michael Jordan impazziti. Decisione presa: si va a fare Minas Tirith alla Penduliva. Come diceva quello di Premana:" sem indaa' a fa' una via facila, tota ses, el piuviva..." Le due zavorre Cenda & War stavano lì solo ad aspettare un intervento divino, che ponesse termine a cotanta agonia... Bilancio complessivo: Via memorabile non per la bellezza, ma perchè è abbastanza franabile (anche se poi ne abbiamo visto solo metà). Comunque sia, può anche piacere, se, come diceva Frassica, non è bello ciò che è bello ma che bello, che bello, che bello... Mamma esco, vado a comprare la droga... Canyon Silvaplana
Giornata incerta quella del 27 febbraio, in fondo poco meno di un mese al 21 marzo... incerto il compagno di cordata, che dopo 10 minuti passati in compagnia degli asen ha deciso di abbandonarmi in quel di Lecco liquidandomi con un "io torno a dormire", costringendomi ad un rientro in treno nonchè ad una figura da superpirla al mojto.... tre le cordate impegnate: Max bestemmiante sotto i blocchi disgaggiati da l'uomo nero War (nero ma comunque sempre molto alla moda) Cenda in tenuta da Luca Sardella e Gigi che perde i ramponi per strada. una terza cordata formata da Oliviero Toscani (che ringraziamo per le foto) e dall'uomo delle Nomic...che se non sta più che attento rischia di farsele rubare. Per il resto non ho idea di che cascata abbiamo salito, non ho idea del dislivello e nemmeno della difficoltà, ho come l'impressione che tutto sia stato un tergiversare per finire a sbronzarsi guardando mamme figlie e nonne passeggiare con le buste dell'iperal. Da segnalare: "quest'anno solo trad!, terzo grado ma trad"(maxi) , "noi...chi si porta lo zaino poi se lo tiene, è sempre stato così chiedi anche a Clozza...", "velocità poca...direi 75","si si,è una salita che fa curriculum ma non è che poi la ripeti"(entrambe Cenda) , "facciamo il secondo giro di braulio?"(War in tenuta autunno inverno 2010). Pontresinasen
La meteo prevedeva per domenica 20 una giornata uggiosa; fortunatamente nella stagione invernale anche col maltempo riusciamo a trovare luoghi dove andare a pericolare senza grossi problemi. Pertanto siamo in grado di ritrovarci alle 7,15 del mattino e cazzeggiare per circa 45 minuti prima di reperire una meta dove ficcarci tutti: stare a letto al mattino un po' di più ci fa veramente schifo ?!? Il Moretz si scarica immediatamente dal team odierno, dichiarando che comunque aveva già intenzione di andare al Resegone: sospettiamo che abbia un sesto senso ed in tal modo riesca ad evitare di trascorrere giornate nella follia.... La stable resta composta da 4 Asen, ma subito tra di noi si intuisce che oggi sara' il Cenda's Day.... Cloz, Maxi & War saranno solo dei comprimari. Diciamo solo che alla fine riusciamo a salire il Couloir di Pontresina in non ottime condizioni (aveva la febbre). Ma ancor di più la febbre (da delirio) si era impossessata del nostro Cendaletti che tra le tante "stravaganze" della giornata: - Attacca la cascata partendo da destra e spostandosi progressivamente verso sinistra,va a finire immediatamente sopra la linea dell' altra cordata Asen. Siccome possiede la grazia di un cavatore di marmo delle Apuane, il nostro riesce a scaricare sulle teste degli altri malcapitati una serie di iceberg che avrebbero affondato la Royal Navy... - Abbandona Maxi & War a far su tutte le corde, scendendo da solo dal pendio urlando a squarciagola :"Tooh! Tooh"... - Improvvisa una drammatica session di Guitar Hero con la picca; avvistato Jimi Hendrix in un doppio backflip nella tomba... - Ci ammorba per circa un'ora distribuendo pagelle al Team Asen, manco fosse Paolo Ziliani... - Al Fuentes fa letteralmente esplodere un pacchetto di arachidi, seminando il panico tra la folla, ormai convinta che fosse un attacco di Al Qaeda... Riusciamo a riportarlo a casa con le nostre povere mascelle fratturate dal troppo ridere e con una ammonizione: "DON'T TRY THIS AT HOME", perchè ti ricoverano... Ciao Dispersi in Val Fontana
"Ciao Cenda, ci saresti per una infrasettimanale su ghiaccio, magari il prossimo giovedì ?" Orario di ritrovo: ore 4,00 con direzione la Val Fontana. Nel nostro mirino il Supecouloir del Combolo.... e parlare di mirino quando si possiede un paio di moschetti medioevali a retrocarica è tutto un dire. Come due pugili suonati riusciamo pure ad infilare le catene da neve sul macinino e riusciamo ad entrare nella nostra valle di lacrime. Killer Cenda si propone da primo sul tiro d'entrata, apparentemente mansueto, solo apparentemente però: dovo aver verificato che man mano che guadagnava metri, il ghiaccio si deteriorava sempre più, va a pescare un provvidenziale jolly in una pianta salvatrice. Come direbbe coach Dan Peterson: "numero!!!" Siamo dentro allora e continuiamo a ballare... un centinaio di metri interlocutori ci portano fin sotto al secondo salto verticale. Non pigliano però le corde, che si intirizziscono non poco e non vogliono più fare il loro mestiere. Da bindelle si sono trasformate in metri da muratori. La discesa ha il suo perchè... ma il clou della giornata doveva ancora arrivare.... La War Car parcheggiata sul ghiaccio duro della mattina, una volta che le temperature diurne hanno toccato picchi scandalosi, decide di voler infossarsi nella neve molle, come se dovesse diventare parte integrante della Val Fontana fino al disgelo. Carcasse/The Boogeyman in Val Arigna
Tra i vari motivi per cui ci si può appassionare di un posto, c'è anche il ritrovamento di carcasse di animali.
Così è avvenuto in una ricognizione in Val Arigna, dove ci siamo imbattuti nei resti di un quadrupede nostro cugino, smembrato e divorato da non sappiamo quale bestia famelica. Visto lo strazio compiuto, il Panz ha cominciato ad avvertire la presenza degli orsi (ipotesi ancora da confermare)... Questo è bastato per fare tornare gli Asen sul luogo del delitto ad un mese di distanza, stavolta per risalire una linea ghiacciata nei paraggi (ed anche per sfuggire all'eventuale orso, che non dovrebbe essere un cascatista...). Il team finale di trapper era così composto: Cloz, War e lo special guest Mick Mandelz, esperto risolutore di passaggi scabrosi. La salita della goulotte (se così si può chiamare) alla fine ci porta via quasi una decina di ore della nostra misera esistenza e la discesa (in doppia) viene praticamente fatta tutta al buio (per fortuna non tutti si dimenticano delle frontali). Tra i momenti da ricordare: Una ghisa poderosa nelle braccia (evitabile con particolari indumenti) ed un Exentric Beghelli (nel senso di salvavita), scagliato in una fessura nel momento più opportuno. Grazie ai poderosi caloriferi del Clozza le corde (già utilizzate il giorno prima) resteranno asciutte tutto il tempo e non ci creeranno problemi di sorta (al limite il nostro Asen le avrebbe scaldate con il lanciafiamme portato in cascata).E come dice qualcuno: "io Vertical lo compro perchè ha belle foto, ma non lo leggo"; pertanto è inutile perdersi in ciance e parlare di numeri e lettere, ma sorbitevi le nostre immagini... The Boogeyman - 30 gennaio 2011. Pizzo Cagamei - Canalone Druet
Pizzo di CAGAMEI.
In effetti dopo un nome così, l'articolo potrebbe terminare all'istante ma vediamo di riesumare su qualche cadaverata: La sveglia si sa, di sti tempi non è eccessivamente rigida... con qualche raccattamento in giro per Germanedo ci si imbarca nella beneamata via crucis in direzione Valtellina (quinte ormai consuete per gli scellerati obbiettivi). Alle 8.30 circa, dopo un paio di conversazioni a 70 all'ora con Rosco alla guida di un pulmino di fanatici, siamo in Valle Arigna, Una valle che ha dato, dà e darà adito alle varie ciurme di sadici ragliatori(aka estremisti). Equipaggiati di sci e splitboard, i 4 blasfemi del giorno si imbarcano in quelli che saranno 1900m di straziante dislivello per la conquista del pizzo sopracitato, percorrendo il canalone Druet. Note della salita: Due Skitrabbisti indignati alla vista di due Splitboard e un faraone che che dice di aver fatto l'itinerario circa 15volte. Il resoconto di vetta ha registrato 2 somari: Giandoleiro e Moretz, che come militari in addestramento nel fango, raggiungono la cresta finale ravanando in quello che poi si presenterà come il tratto più incazzato della discesa, un canalino abbastanza canaglioso. Per l'altra metà dello squadrone solo due parole: A Perdere. In discesa, per quanto la neve fosse obrobriosa, ci divertiamo triturando tutta la neve soffice che possiamo raccimolare nella parte bassa del canale così da portare a valle con un certo stile di soddisfazione le carcasse ormai inerti di cui facciamo parte. Come sempre, il limite del tragitto sciabile ondeggia attorno a quella flebile linea dettata dai due parametri: - voglia di camminare - qualità degli attrezzi utilizzati per scendere. L'epopea è finita, gli ultimi reduci raggiungono la macchina e tutto si conclude verso le 6 di sera con una scarica di pizze e ananas in una location caina nei pressi di sondrio. Il cagamei ha mietuto. Promenade - Val Masino
Dal francese "passeggiata" e dopo la spedizione di settimana scorsa su Pirolin Pirolina, il curriculum non si riempe certo di nomi poderosi del tipo il "mostro" o "mefisto" ma di itinerari di piacevole bellezza.
Poco da dire a parte molte cordate...il tutto si è svolto nell'ombra dei due faraoni Cendali e Gigi Barba che hanno aggredito Merdarola...aspettando l'articolo del faraone inneggiante la domenica delle palme! |
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