Offroad e ignoranza
Serata poco etica ma molto ignorante..
Ore 19:45: il sottoscritto contatta il Berna per andare a svezzare il nuovo mezzo integrale del team AsenPark....
Solo gente che propone cose tranquille stile montalbano e tipo guadi con altezze feroci per la 16 e spavalde per il jimny..
Ma come per le ciliege...un ignoranza tira l'altra e durante un passaggio alla "rain forest" a Introbio, il Jimny si pianta in un metrello di pura argilla sotto mezzometro di acqua.
Nell'eroico tentativo di strapparlo alle grinfie del fiume, si incarra pure la 16..
Le sponde del pioverna non hanno per niente aiutato e lo scarseggiare della flora ci ha ridotti a un ridicolo tentativo di paranco su una ridicola pianta di spine (ovviamente non andato a buon fine).
La conclusione dell'epopea arriva grazie al neoacquisto di reda: il Wrangler, che mosso a compassione ci strappa fuori tutti e due dalla situazione estrema.
Un massacro meccanico...
Team:
Panz & Liz - Suzuki Jimny (assetto BAD BOY NO WAY)
Berna - Fiat 16
Reda - Jeep Wrangler
a voi le foto e un video!
Panz
Parete del Limarò - Diedro Maestri
Data ripetizione: 25 Aprile 2010
Via: "Diedro Maestri"
Difficoltà: VI+/A0
Sviluppo: 400 mt
Tempo: 5.30h/6.30h
Cordate: Mik-War ; Clozza-Cenda
Avvicinamento:
dal primo tornante della strada per Ponte Arche, si scende verso il greto del Sarca, si oltrepassa il fiume, raggiungendo poi un bel boschetto sotto la verticale del diedrone dove sale la via (0,20 ore)
Discesa:
dall'uscita, ci si inoltra nel bosco e, in breve, si raggiunge il sentiero di rientro dalla via ferrata "Pisetta". Per questo, a valle (0,45 ore)
Bellissima e storica salita, arrampicabile in libera per quasi tutti i tiri, chiaramente basta averne e stare belli tranquilli!!!
Sicuramente è consigliabile sentirsi un po’ matti... .......W..WILLY!!!
Le nostre 2 cordate si sono espresse al meglio; grazie all'esperienza e alla "testa" del War, alla classe del Mik ed al talento del Clozza... Codesti Big sono stati davvero bravi e si sono guadagnati un bella salita e tutti i complimenti dell’Asenpark; mentre per il sottoscritto non è stata una progressione molto piacevole dati lo stile d'arrampicata, tra quelli non prediletti e le condizioni della roccia che in alcuni punti è troppo precaria, ma bisogna farsene una ragione in dolomiti è tutto così...
Sentimentalismi a parte è davvero una bella via, ricca di storia e dona tante soddisfazioni.
In sintesi è una classica che sicuramente bisogna compiere!!!
Se devo dare qualche consiglio in più non fatevi ingannare e quindi giudicare la via per qualche tiro immerso nell'edera e un paio di boschetti...perché l’ambiente si fa sentire e l'esposizione in alcuni punti è notevole, addirittura aggravata se i passaggi sono su roccia instabile o bagnata... Comunque la roccia nel complesso è buona e secondo alcuni locali è perfino ottima... Ma dove??è chiaramente un esagerazione dei Local che erano dietro di noi, a cui mando un saluto!
L’eccezione comunque non manca perché per fanatici come il Mik sicuramente è una roccia che ci sta dentro...solo boccioni che cascavano...ma tranquilli avevamo tutti il caschetto e poi essendo nel diedro eravamo protetti..così almeno spero!!
Una bella esperienza, sicuramente non si possono dimenticare i “preparativi” del giorno prima ad Arco ed i “post” parete….
Dispiace per i molti assenti perché il divertimento era assicurato… Ora la bella stagione è definitivamente arrivata e nuove avventure ci aspettano!!
Non ne vediamo l’ora!!
Claudio detto "il Cenda" o meglio "Cengia"
P.S.: (per chi fosse amante di roccia precaria si consiglia di frequentare la via aperta dal nostro Michelino al Pertusio, vicino alla via Santo Domingo)
















