Vento da Nord - Piz Palù S.R.L.
| Sci-Snow Alpinismo |
Venerdì sera, ore 22:25, sede UOEI:
Il telefono suona con una convocazione di Pavarotti a partecipare alla prima del Barbiere di siviglia il giorno dopo.
Non riuscendo ad inventare una scusa plasuibile mi tocca accettare, anche perchè ci sono delle dita puntate su di me (LASTRE PARLANO CHIARO)..
Solito ritrovo al parco con classico ritardo per la cordata Panzeri(avvistato vento da nord ma non dolori al ginocchio) - Moretti(ufficiale Subaru) - Bonacina(SPek Sempfter, parola di Gustav Toheni) dove partiamo con un eticissima forester con spifferi alla Makalù.
Passiamo la frontiera indenni con un po' di scaricume, ma quando i nostri occhi vedono lo spettacolo che ci aggredisce ci carichiamo come miracle Blade serie III perfetta, e grazie allo Shef Tony, siamo pronti ad aggredire.
Visto lo zero termico decidiamo che prendere il cavo fino al rifugio Excelsior diavolezza sia la soluzione migliore per arrivare in alkto velocemente e riuscire a lottare con lo 0 termico, con altezze da Pic Comunism.
Partenza su ghiacciao con canoe appresso stile antartide documentario sulle foche senegalesi.
Più avanti incomincia lo strazio per Panzeri, che visto lo scarso allenamento rispetto ai cavalieri della tavola rotonda, inizia a sporfondare e perde tempo con le ciaspole, strumento di tortura barbarico, risalente agli inizi del 1800, quando l'uomo andava a cacciare le anguille nel grande nord..
Solo gente cha avrebbe dato due ciucciate alla bombola di qualche coreano in cambio di due pacche sulle spalle...
Nel tratto finale ci accompagna un vento alla Makalù (estremo) che ci smeriglia il volto(solo gente che al parcheggio voleva affrontare la salita seminudo alla Belen de Belan per befffare lo 0 termico), forse alianti o motoveleggiatori per quelli con le tavole sullo zaino...
Raggiungiamo così la vetta magnetica.
Pronti via per la discesa fatta grossa per Moretti e Bonacina, mentre prestazione minore per Panzeri, che stende in stile Unimog (forse foglia morta alla Gadolfi) per paura di sparire in un paio di seracchi..Prima uscita stagionale per lui..
Pur di non risalire al Diavolezza decidiamo di scendere fino al Morteratsch, finendo in uno scempio di neve molle, dove i più stremati (Panzeri) provano a galleggiare strisciando oscenamente sulla tavola.
Discesa fino al trenino in stile profeta, avvistate anche patate e Giovanni GRANA, e solo gente che non aveva cibo (alla Mark Twight)..
Il trenino elvettico, porta Moretti a reuperare la vettura, che ci scaricherà a casa, tra avvistamente estremi di rigoletto, prodotti al Fuentes.
Come al solito la maledizione del Fuentes ci impone di acqusitare 2 pizzette a testa, per poi trarre la conclusione che una basta e avanza e che la prossima volta se ne prenderà solo 1...
Forse storie di riscatti e dita puntate, si vociferà di lastre non ancora pervenute alla giuria, forse il caso verrà sottoposto a giudizio di Forum.
Vento da Nord, presente.
CAMOOOSSS
Scusate se non ho insultato gandolfi, qualkuno potrebbe rimanere deluso.
Cassin in Medale - Mai nessuno così lento
| Arrampicata |
Sulle orme di un noto bruciato del lecchese (tale Cassin che negli anni trenta si faceva pareti come quella che stiamo per fare grazie all'ausilio di chiodi fatti da lui stesso e con corde di canapa)io e il Bona ci siamo jettati sul paretozzo che domina Laorca.
Avendo dimestichezza con altro tipo di canapa già il mattino al parcheggio di via quarto i primi sguardi alla parete per capire dove passasse questa Cassin hanno un che di ebete..Negli occhi acquosi a mò di sanberdardo depresso ancora i bagordi del baccanale della sera prima..anche il furgone di Waka's è perplesso.
Un Bona arrivato in moto già a petto nudo attacca la le prime lunghezze facendosi un baffo della chiodatura non proprio da falesia e dell'ambiente severo con superamento di roveti vari. Al quinto tiro non pochi problemi sono dati dall'incursione aerea di un insettone (probabilmente un pro del base jumping con tuta alare red bull ) che precipita a bomba dalla sommità del corno e mi arriva in faccia rompendomi uno zigomo. La salita prosegue su prese imburrate, tacche unte di sugo di cassòla, monoditi alla vaselina tanto da rendere il passo chiave un problema anche per un berciante Bona.
Urla, sbuffa, strepita, insulta gli uccelli di passaggio, prende a crapate la roccia modificando la morfologia della via (ora VI+ causa prese scardinate) ma niente da fare sto chiave è troppo sprotetto. Probabilmente trovando la forza guardando il mio sguardo speranzoso della serie “se non vai su te io non ci vado manco a calci in culo” supera con urlo etico il tettino facendo andare di traverso la schiscetta (è ora di pranzo ormai) ai laorchesi che rivolgono improperi e lancio di oggetti alla cordata. Il passo è da me superato con incomprensibile pendolo che sottolinea ancora la mia cialtroneria arrampicatoria!
Arrivo in vetta alle 15.00 circa visibilmente invecchiati con funghi e licheni che crescono sulle barbe un po' per lo sbattone un po' per il tempo veramente spropositato che ci abbiamo messo.
Colpo di grazia al ritorno con Vespa che non ne vuole sapere di partire e conseguente discesa in folle con gomme lisce e freni da galera su pendenze da nevaio ma ritorniamo comunque interi ai nostri affetti.




